
La pastiera napoletana è uno dei dolci più tipici dell'antica tradizione pasticciera napoletana. E' un dolce tipicamente primaverile, e a Pasqua non manca mai sulle tavole dei napoletani, e non solo: per fortuna, alcune delizie della Campania, e la pastiera napoletana tradizionale è tra queste, sono diventate patrimonio comune di tutto il Paese.
La stagionalità della pastiera napoletana tradizionale è comunque relativa: mentre gli struffoli vengono consumati quasi esclusivamente nel periodo natalizio, la pastiera napoletana è apprezzata sempre, in qualsiasi stagione.
la pastiera napoletana: la vetrina di una pasticceria
Quicampania: Passiamo ad esaminare la pasta da utilizzare per la pastiera napoletana.
Scaturchio: La pasta da utilizzare è la pasta frolla che noi definiamo "fine", questo per differenziarla dalla pasta frolla normale o "corrente" che viene utilizzata per le sfogliatelle. Quella per la pastiera napoletana è più delicata. Eccovi gli ingredienti (le dosi sono per due pastiere di media dimensione):
0,5 kg di farina;
200 gr. di zucchero;
2 uova intere;
200 grammi di strutto;
2 gr. di ammoniaca;
scorze di limone grattugiato.
Quicampania: Come si prepara?
Scaturchio: Si fa in primo luogo la "fontanella di farina". Nella farina si mettono gli ingredienti che vi ho indicati. Si mischia e, mano a mano, la farina assorbirà il tutto. Attenzione! L'impasto va fatto con mano leggera! Non bisogna pestare l'impasto!
Terminato l'impasto per la pastiera, si lascia riposare il tutto. Deve riposare almeno 24 ore.
A questo punto abbiamo finalmente la pasta frolla fine buona per la produzione della pastiera: con un mattarello si fa una "pettola" e la si distende nella teglia. Attenzione: si deve fare aderire per bene il tutto e poi occorre rifilare "torno torno"; a questo punto abbiamo finalmente il recipiente di pasta frolla che dovrà contenere la farcitura della nostra pastiera napoletana.
Esaminiamone gli ingredienti:
grano cotto...
Quicampania: Prima, però, le chiediamo qualche osservazione sul grano da utilizzare nella preparazione della pastiera.
la pastiera napoletana: il formato piccolo
Quicampania: Passiamo alla cottura della pastiera.
Scaturchio: Nel forno va prevista una temperatura di 200° C; la pastiera va tenuta nel forno per un tempo che dipende dalla dimensione del dolce; possiamo dire che può variare dall'ora scarsa all'ora e mezza. Io ho sempre preferito una buona cottura;
in questa maniera lo zucchero fa diventare la pastiera napoletana quasi lucida e un po’ brillante: a mio parere il risultato è migliore!
Quicampania: La ricetta della pastiera napoletana è sempre stata la stessa, o si è evoluta nel corso del tempo?
Scaturchio: La pastiera napoletana è rimasta immutata nel corso del tempo; da tener presente che la pastiera, buona in tutte le stagioni è però un classico dolce primaverile.
Quicampania: Perché?
Scaturchio: Perché il gusto della pastiera napoletana dipende dalla qualità e dal tipo di ricotta utilizzata: il periodo migliore per una buona ricotta è proprio quello primaverile; in altri periodi dell'anno accade che le pecore mangino un tipo diverso di erba e questo incide sulle caratteristiche della ricotta stessa: questa infatti diventa un po’ più "sciacquarella".
Quicampania: Dalla passione che mette nelle cose che ci racconta, si deduce che lei è un vero innamorato della pastiera napoletana.
Scaturchio: E' vero! Volevo poi sottolineare che la pastiera è un dolce povero.
Quicampania: In che senso?
Scaturchio: Nonostante le famose 5 gocce di cui prima, è il dolce più povero, perché il suo prezzo di vendita è stato sempre inferiore a quello di tutte le altre torte.
A proposito poi delle eventuali evoluzioni della ricetta della pastiera napoletana, ci tengo poi a dirle che io sono un tradizionalista; tempo fa ero in un locale di Avellino con tre miei amici, anche loro noti pasticcieri napoletani. Il giovane titolare del locale, per mettersi in mostra con noi, ci disse che aveva creato una pastiera diversa ed innovativa. A questo punto ci ha servito delle cose da lui preparate, che noi quattro abbiamo incominciato ad analizzare con spirito critico. Poi ci ha offerto un bicchiere di cocktail, e lì dentro ci stava una "capocchietta". Domandai al titolare quando ci avrebbe portato la pastiera napoletana e lui ci rispose:
"L’avete già mangiata!". Era la "capocchietta" nel bicchiere!
"Giovanò, mo’ te faccio 'na paliata!".
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