
Come per molti altri splendidi dolci della tradizione pasticciera napoletana, anche per le zeppole fritte una leggenda vuole che l'invenzione sia attribuibile alle suore di un monastero napoletano; si parla del Monastero di Santa Chiara, da dove il segreto delle zeppole sarebbe stato, per nostra fortuna, trafugato.
zeppole: un bel piatto di zeppole di San Giuseppe
Delle zeppole parliamo con Mario Scaturchio; il signor Mario è il decano dei pasticcieri napoletani, ha gestito per svariati decenni la famosa pasticceria del Centro Storico che porta il suo nome, pasticceria fondata dal padre Giovanni. A tal proposito ci ha offerto un suo ricordo personale: il poeta napoletano Antonio Vitelli frequentava la pasticceria di papà Giovanni; non permettendogli le sue magre finanze di pagare le leccornie che divorava, creava sul momento delle poesie, che scriveva di suo pugno sulla carta utilizzata per incartare i dolci, e le dedicava al nostro pasticciere. A San Giuseppe del 1931, estasiato dalle zeppole fritte, creò l'ennesima poesia ma, arrivato alla sua conclusione, le zeppole erano terminate! Ultimo verso della poesia: "Mo n'canne m'è rimasta". Proponiamo il manoscritto della poesia, regalo del signor Mario per Quicampania, insieme alla sua intervista.
Qui Campania: Caro signor Mario, in pasticceria normalmente troviamo due tipi di zeppole: le zeppole fritte e le zeppole al forno. A riguardo qual è il suo parere?
zeppole: quelle al forno, sono zeppole?
Qui Campania: Signor Mario, abbiamo capito lei come la pensa: le zeppole sono solo fritte! Ci parli quindi delle zeppole fritte. Per le zeppole al forno, rivolgersi al cuoco del Cardarelli. Va bene. Partiamo.
Scaturchio: Allora 1 kg di farina forte, 150 gr. di strutto, poi 1 litro di acqua e 17- 20 uova a seconda di come prende l’impasto. Preparate il cottoncino... .
Qui Campania: Cosa?
zeppole: copia della poesia del poeta Vitelli
Qui Campania: Perché le due temperature?
Scaturchio: Perché la prima temperatura, più bassa, serve soprattutto per far lievitare; con la seconda si raggiunge la vera cottura.
A fine cottura le zeppole si tolgono dalla padella e si mettono su di una teglia bucata, in modo tale che perdano lo strutto in eccesso; le zeppole sono pronte, o quasi.
Con una sacca a poche si decorano con roselline di crema pasticciera, un tocco di amarena e le zeppole ora sono pronte!
Qui Campania: Evviva!
Scaturchio: Le voglio raccontare di una mia piccola variante della ricetta delle zeppole. Una mia invenzione, una "scostumatezza"! Io sono nato in pasticceria, ma sono goloso e allora nel periodo di S. Giuseppe avevo l'abitudine di chiedere al pasticcere: “Senti, preparami una duplice accoppiata!”.
La duplice accoppiata è un termine ippico ... Io l'ho usato per battezzare la mia "scostumatezza": si prendono due zeppole fritte, si aprono e si farciscono ciascuna all'interno con la crema pasticciera e l’amarena; poi si chiudono e si completano, come due zeppole normali, mettendoci ancora sopra la rosellina di crema e l'amarena; una volta preparate entrambe, si poggiano l'una sull'altra: formano così un "sandwich" favoloso! Il tutto fa circa 500 gr di zeppola nel piatto, da tagliare con coltello e forchetta...: che meraviglia!
Tenga presente che io anche ad 80 anni la continuo a mangiare!