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E io pago

 

L'espressione e io pago è utilizzata normalmente nel linguaggio comune, spesso ripetuta in sequenza due volte; non tutti sanno che questo modo di dire deriva da un film di Totò.

 

Nel riuscitissimo film 47 morto che parla ,  Totò ci regala una felicissima interpretazione della figura di un avaro, il Barone Antonio Paletti.

 

Il successo è dovuto sia alla sua mimica, sia alle numerose battute alle quali il nostro grande Totò ricorre (una sintesi delle quali si trova nella nostra pagina dedicata a 47 morto che parla), sia e soprattutto al tormentone della famosissima battuta E io pago.    

 



Analogia di E io pago con Vota Antonio


La tecnica utilizzata da Totò in questo film sarà replicata da lui stesso nel Gli Onorevoli quando ripeterà, in continuazione, lo slogan elettorale Vota Antonio.

 

Per la precisione il Vota Antonio viene sempre riproposto a blocchi di 3 ripetizioni. In questo film invece la litania viene invece sempre ripetuta a blocchi di due e io pago, e io pago.  Evidentemente Totò scelse la modalità migliore per proporre la sua litania anche dal punto di vista della musicalità.

L'espressione è poi divenuta popolarissima al punto tale da essere usata comunemente nel linguaggio di tutti i giorni: tipicamente chi la usa, tende ad affermare di stare sostenendo interamente il costo di una situazione di cui altri usufruiscono.  Probabilmente anche molti giovani oggi utilizzano questa espressione senza conoscerne la genesi.

 

 


Scene del film dove Totò ripete E io pago

 


Ricordiamo infine alcune delle scene del film 47 morto che parla in cui la frase si ripete:

 

Totò viene a sapere dal maggiordomo che il figlio Gastone non è in casa perché è in giro per il paese: "Sempre per strada a consumare le scarpe. E io pago, e io pago !"

 

Totò al maggiordomo: "Sei buono solo a prendere lo stipendio! E io pago, e io pago!"

 

Totò al figlio e alla sua fidanzata: "Voi vi sposate, e io pago, e io pago!"

 

Entrando in casa, notando ben due candele accese e  spegnendone una: "e io pago, ...!".

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